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I Pionieri del Cineclub Sassari 

a cura di Nando Scanu
 
Pubblichiamo il primo blocco di autori che con la loro opera hanno contribuito alla nascita e crescita del Cineclub Sassari. Prossimamente aggiungeremo autori quali, ad esempio, Costantino Ruggiu, Mario Santona, Antonio Casu e Sergio Desortis. 

 

DOMENICO ARRUClasse 1920, nativo di Thiesi, un paese del Logudoro, medico chirurgo e funzionario sanitario dell’INAIL a Sassari, ha sempre coltivato la sua passione per la pittura, l’intaglio del legno e di pietre, l’archeologia e la storia, le tradizioni e le leggende della sua isola su cui ha scritto, ricercato, ordinato e catalogato materiali e reperti.
Ha incontrato il cinema d’amatore con il Cineclub Sassari nel quale ha apportato la sua poliedrica cultura, la sua saggezza e disponibilità nel periodo della sua presidenza.   

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
SILVIO BREDO: Originario di Conegliano Veneto, classe 1910, in gioventù fu attore di buona tempra e di vasta cultura, arrivando poi a Sassari dove ebbe, in società con altri, negozio e laboratorio “Cineradio”.
Nei primi anni ’50 si interessa al nascente gruppetto di cineamatori, è tra i fondatori del Cineclub Sassari, nel quale resterà per tutta la vita producendo una ventina di opere, ma soprattutto prestando la sua opera e i suoi consigli a tutti nel campo delle sonorizzazioni, montaggi, recitazione e/o altro.
Il Cineclub Sassari è depositario del Fondo Bredo che la nipote ha voluto donare al Cineclub.
 
 
          (Bredo e Scanu sul set de "Il Bombardiere")
 
 
 
BENITO CASTANGIA: Nasce nel 1936 a Sassari dove, ancora ragazzino viene folgorato dalla passione per il cinema e si costruisce una sua rudimentale macchina da proiezione, sostituita poi con un vero proiettore che il padre, emigrato in Argentina, gli porta al suo ritorno.
Il gioco diventa lavoro e a 16 anni è assistente operatore in una vera sala con proiettore 35 mm. Promosso operatore di cabina, vi rimane per 20 anni, assaporando e godendo di almeno 20.000 passaggi di film; un'esperienza che egli considera la sua “Università” da cui attingere la tecnica e il linguaggio del cinema per la realizzazione di cortometraggi. Ne realizzerà una cinquantina a passo ridotto su pellicola 16 mm.
Attorno alla metà degli anni ’50 contribuisce alla costituzione del Cineclub Sassari e i suoi documentari partecipano a rassegne e festival di cinema indipendente.
Passa intanto alla produzione televisiva fondando “Teleobbiettivo Sardegna” la prima televisione privata a Sassari e, come promotore e regista ha realizzato centinaia di servizi, programmi e rubriche; i suoi lavori si indirizzano preferibilmente all'etnografia e all'archeologia. Sarà presidente del Cineclub negli anni 2000/2001
 
 
 
 
BRUNO RICCI: Nato a Sassari nel 1932, terminati gli studi al liceo scientifico, trova occupazione nella zona di Oristano, all’interno di un Progetto Speciale di Alfabetizzazione finanziato dall’OECE dove conosce Filippo Maria De Santis e la Società Umanitaria di Milano. In quel’ambito lavora operando fra Oristano, Cagliari, Nuoro e Orgosolo.
Nel 1951-52 partecipa con Nando Scanu e Silvio Bredo alla costituzione del primo nucleo di quello che sarà il Cineclub Sassari e collabora alla realizzazione dei primi “filmini”.
Con Nando Scanu ha girato 500 mt. di 16 mm. Negativo Bn, nelle campagne di Orgosolo su pastori, ambiente, latitanti, sulla scorta della Inchiesta di Cagnetta e Il Codice della Vendetta Barbaricina di Antonio Pigliaru.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
NANDO SCANU: Classe 1934, geometra e poi imprenditore edile, nella prima giovinezza si interessa alla fotografia; frequenta il maestro Carlo Perella, fotografo di fama e socio della Royal Photografic Society di Londra che lo introduce al cineamatorismo che andava in quel tempo diffondendosi in Sardegna.
Con Bruno Ricci e Silvio Bredo, a cui si aggiungono poi Pinuccio Fara e Benito Castangia, costituisce il primo nucleo portante del Cineclub Sassari di cui è stato presidente negli anni 1951/1959, 1991/2000, 2002/2004.
E’ stato eletto per molti anni Consigliere della Federazione, ricoprendone per qualche tempo l’incarico di Tesoriere; coestensore con Ignazio Rossi e Mario Fondelli del Manifesto ’70 della Fedic; Fondatore del Cineclub d’Onore Fedic nel 1991, e Commissario Straordinario per la sua ristrutturazione e trasformazione in Club d’Onore nel 2009.
Tra il 1952 e il 2002 ha prodotto e/o collaborato a una quindicina di film, partecipando a varie manifestazioni in cui gli sono stati attribuiti riconoscimenti, sia di premi che di critica. 
 

 

 

 

ALDO WIDMAR: approdato in Sardegna come dipendente dell’INAIL gli viene chiesto di collaborare alla organizzazione delle attività del Cineclub Sassari. E’ considerata preziosa l’esperienza da lui fatta in anni giovanili come autore di documentari presso il Cine Guf di Trieste.Nel mese di dicembre 1960 viene eletto il consiglio direttivo che dovrà dare nuovo impulso alle iniziative del Cineclub. Aldo Widmar viene nominato vicepresidente.Nel 1961 il Cineclub propone il suo concorso nazionale sul tema “L’attività dell’uomo nel lavoro e nell’arte”, concorso che è in programma in contemporanea alle manifestazioni del Maggio Sassarese. Aldo Widmar fa parte della giuria il cui presidente è il documentarista Fiorenzo Serra.

 

  (Widmar consegna un premio al festival di Alghero)

 

 

ARTURO USAInasce a Sassari nel 1917, nel 1939 diventa segretario del Guf (Gruppi Universitari Fascisti) fondando il Cineguf ed il Cinegil che, durante la sua reggenza, ricevono dal partito una camera 16mm e tutto l'occorrente per il montaggio e la proiezione di filmati. Grazie alla sua passione e capacità viene mandato dal partito a Cinecittà, per frequentare alcuni corsi di fotografia cinematografica. Nell'anno 1943/44 Arturo si laurea con la tesi dal titolo "Osservazioni chimiche ed anatomico-patologiche su 2000 casi di appendicectomia", poiché si era specializzato in anatomia cinematografica. Scoraggiato dalle difficoltà del dopoguerra decide di raggiungere i fratelli scultori che già da qualche anno si sono trasferiti a Rio de Janeiro dove trova impiego come medico condotto in una clinica italiana. Rio de Janeiro si rivela per Arturo, ricca di occasioni, grazie a degli amici inseriti nel mondo del cinema, e ben presto inizia a lavorare nel cinema commerciale, prima come assistente di camera, poi come operatore di ripresa. In seguito realizzerà spot pubblicitari, filmati didattici e documentari dove assumerà il ruolo di vero e proprio sceneggiatore e regista. Negli anni del “boom economico”  italiano Arturo decide di tornare in Sardegna (1962) e di fare il medico dentista. In quegli stessi anni, Arturo ritrova gli amici del Cineclub Fedic di Sassari e acquista dall'amico e collega Fiorenzo Serra, una camera 16mm con cui autoproduce un documentario su Alghero che presenta al Festival Cinematografico Internazionale di Alghero vincendo il primo premio. L'Azienda Autonoma di Soggiorno lo duplica in una grande quantità di copie diffondendolo nel mondo e pubblicizzando così la città in funzione turistica.
 

 

 

PINUCCIO FARA: nasce a Sassari nel 1927, da famiglia originaria di Pozzomaggiore. Lasciati gli studi all’Istituto d’Arte di Sassari, seguendo le orme paterne si arruola nell’esercito, ma certi “diktat” militari gli vanno stretti e si congeda con il grado sergente maggiore. Nel 1954 viene assunto all’ Ente Trasformazione Fondiaria e Agraria della Sardegna in ruolo amministrativo  fino al pensionamento.
Aveva un carattere ecclettico che lo portò a praticare diverse attività culturali e sportive: oltre alla Fotografia e al Cinema era anche Studioso del Sionismo sardo, socio attivo di Italia Nostra, collaboratore e infine Presidente del Circolo Schermistico Sassarese.
Nel 1954 è presidente-fondatore di un Cineclub Enal Sassari, che però non riesce a decollare per mancanza di soci; Pinuccio conosce Nando Scanu e con lui e Silvio Bredo inizia il lungo sodalizio nel Cineclub Sassari.
Con una modesta cinepresa 8mm gira i primi metri di pellicola, ma nasceranno poi i film diretti in prima persona sui temi a lui più cari, socio-politici, archeologici, ambiente e bellezze della sua terra; e film diretti da altri o co-diretti, a cui collaborerà per la fotografia, settore in cui eccelleva, tanto che molti volumi editi da Istituzioni ed Enti della Sardegna contengono abbondanti documentazioni fotografiche a sua firma.
Negli anni dal 1954 alla sua morte, avvenuta nel 2003, sarà attivo responsabile collaboratore ricoprendo i vari incarichi con infaticabile dedizione sia nel Cineclub, in qualità via via di Segretario, Tesoriere, e Presidente,  sia nella Fedic.